giovedì 14 luglio 2022

Maneskin

 Måneskin a Roma, i momenti top: da Angelina Jolie a “Fuck Putin” agli strumenti sfasciati

Måneskin hanno conquistato il mondo, dopo un 2021 da protagonisti assoluti: vincitori di Sanremo e dell’Eurovision Song Contest, hanno acquisito una popolarità planetaria.

Dopo aver aperto il concerto dei Rolling Stones negli Stati Uniti ed essere stati ospiti del Tonight Show con Jimmy Fallon, i Måneskin sono tornati a esibirsi nella loro Roma. E in barba al vecchio adagio latino secondo cui nessuno è profeta in patria, l’accoglienza è stata clamorosa: 70mila persone, Circo Massimo pieno (nonostante la preoccupazione Covid) e scrosci di applausi.

È il primo passo di un’altra stagione importantissima per la carriera dei Måneskin, che da novembre inizieranno il loro primo tour mondiale. In inverno si esibiranno negli Stati Uniti e in Canada, poi nel 2023 torneranno in Italia con concerti nei più importanti palazzetti.

giovedì 30 giugno 2022

Un volo per Sara, De giovanni

 




Per tutti gli appassionati di Maurizio de Giovanni ci sono novità. È uscito infatti Un volo per Sara, il ritorno al romanzo del genere che ha contraddistinto l'autore ed appassionato i suoi lettori, ovvero il giallo. Un nuovo caso ci aspetta con Sara Morozzi.
De Giovanni è, ormai, uno scrittore a tutto tondo. 

Chissà se, nel 2005, avrebbe mai immaginato che quel racconto scritto per gioco a un concorso riservato a giallisti emergenti gli avrebbe portato tanta fortuna. Da una casualità inizia la carriera di questo bravissimo scrittore di polizieschi, oggi uno dei giallisti più apprezzati d'Italia.

Nei suoi romanzi, ambientati nella Napoli dei vicoli, si muovono personaggi che palpitano di vita vera. Come il commissario Ricciardi, calato nell'atmosfera in bianco e nero della Napoli anni Trenta, i Bastardi di Pizzofalcone - poliziotti maledetti e sgangherati nella Napoli di oggi, approdati alla tv in una serie per Raiuno, con Alessandro Gassmann nei panni del loro capo, l'ispettore Lojacono. 

E poi c'è la serie dei Guardiani: un ciclo di romanzi con protagonista non più un poliziotto ma un professore di antropologia, Marco Di Giacomo, alle prese con la misteriosa Napoli del sottosuolo.
Ma non vogliamo anticiparti troppo: vogliamo solo consigliarti i libri di De Giovanni, perché sono in grado di catturare chi li legge in maniera totale. Questa pagina è dunque un omaggio ai romanzi di De Giovanni e al suo talento.

giovedì 16 giugno 2022

All'ombra di Diabolik

 


Dopo l’emozionante storia di Nico e Stella legata al romanzo Nemmeno il tempo di un abbraccioMimmo Parisi torna con un thriller inatteso All’ombra di Diabolik (PlanetEdizioni, pag. 362). 

Quando Francesco arriva in Francia, al seguito della famiglia, è un ragazzino. Diventato adulto e con qualche episodio di bullismo subito, si accorge che la vita è drammatica soprattutto perché alcuni individui non hanno rispetto dei propri simili. La vita non è una tragedia perché ci sono lupi da allontanare con torce di fuoco, ma perché bisogna difendersi da uomini indegni di quel nome

sabato 20 novembre 2021

Universolibero2021-Vince Nemmeno il tempo di un abbraccio

 



Mimmo Parisi con Nemmeno il tempo di un abbraccio (PlanetEdizioni) vince il Talent Letterario Universolibero 2021. Lo scrittore bolognese ha partecipato a diversi premi letterari, vincendo con In nome del rock italiano, il premio ILMIOLIBRonline2017. Mimmo Parisi è scrittore, cantautore. Come romanziere ha pubblicato, Il figlio del drago (2018), La stella di Geq (2019), Ti voglio bene come nei film (2019). 

Nemmeno il tempo di un abbraccio, seguono, in seconda posizione, Marco Balzano con L’ultimo arrivato, quindi il terzo posto va invece a Carmen Pellegrino con Cade la terra. Nemmeno il tempo di un abbraccio è la storia di due sedicenni che si conoscono in un momento storico incredibile, un tempo strano e imprevisto per tutti. Insomma, i due giovani si incrociano durante la bufera del Covid-19.  

Il racconto espone la durezza di una situazione famigliare – quella di Nico, ragazzo proveniente dal sud e giunto a Bologna per un controllo medico – che non ha grandi sbocchi. L'altra protagonista, Stella, invece appartiene a un ceto sociale scevro da problemi economici. Eppure i due sedicenni, mentre il vento forte del virus impazza, riescono a trovare un’intesa. I problemi di salute che portano Nico a Bologna saranno risolti, inaspettatamente, proprio da quella ragazzina, Stella, che lui conosce tramite il nuovo ‘social’ – il balcone di casa.

martedì 19 ottobre 2021

Franco Cerri, il chitarrista jazz scomparso

 



Un linguaggio espressivo riconoscibile al volo, l’entusiasmo rimasto intatto negli anni e la voglia di inseguire sempre nuovi progetti caratterizzavano la personalità di Franco Cerri, scomparso lunedì a Milano, la sua città natale, all’età di 95 anni. Il mondo del jazz è in lutto per la morte del grande chitarrista nato nell’era del be-bop e diventato volto popolare negli anni 70 come «L’uomo in ammollo» di un celebre spot pubblicitario
A testimonianza del suo grande attaccamento alla musica, negli ultimi di vita, sempre in giacca e cravatta, non ha fatto mancare al pubblico il fraseggio morbido della sua Gibson, frutto di un’ispirazione feconda, basato sul feeling del momento, accompagnato dai nuovi talenti italiani, molti di essi cresciuti nella «Civica scuola di jazz» di Milano fondata nel 1987 da lui stesso e dal suo grande amico Enrico Intra.
Di formazione totalmente autodidatta, Cerri, che iniziò a suonare la chitarra regalatagli dal padre mentre lavorava come muratore e ascensorista, ha cominciato la sua carriera nel 1945, quando entra a far parte dell’orchestra di Gorni Kramer, e da lì una lista infinita di incontri e collaborazioni con leggende del jazz internazionale, da Chet Baker a Gerry Mulligan, da Dizzie Gillespie a Lee Konitz, da Billie Holiday a Django Reinhardt, con cui ha affinato la sua natura ritmica, spontaneamente portata verso lo swing, e la ricerca di armonie suadenti. 
Anche nel mondo della musica italiana era un session-man molto richiesto. Già nel 1950 suonava con Bruno Martino, lavorando, negli anni seguenti, con Renato Carosone, Nicola Arigliano e Johnny Dorelli. Insieme a una carriera da solista e nei circuiti jazz, con ben 35 album pubblicati, e collaborazioni con Mina e Roberto Vecchioni.

sabato 21 agosto 2021

Sepulveda e Bologna

 

Musica, letteratura, storia e arte del teatro troveranno il loro spazio abituale nella nuova edizione di 'Casa dei Pensieri', una delle più longeve rassegne culturali italiane che, come da tradizione, vivrà, dal 26 agosto al 19 settembre, a Bologna. Arrivata alla sua 31/a edizione, "almeno nelle intenzioni - come dice il suo direttore artistico Davide Ferrari - è una delle più vaste mai organizzate", con un'importante proiezione internazionale, ma anche con il forte legame alla città che la ospita e alla sua Università: quest'anno è dedicata ad Emilio Pasquini, filologo dell'ateneo bolognese e studioso di Dante, recentemente scomparso.

Tra gli ospiti più importanti di questa edizione ci sono lo scrittore russo Alexsej Ivanov, il poeta cileno Raul Zurita, il premio nobel per l'economia Angus Deaton e la docente di Princeton Anne Case. Concluderà la rassegna, il 19 settembre, la poetessa cilena Carmen Yanez Sepulveda, anche in ricordo del marito Luis Sepulveda, che della Casa dei Pensieri è stato un assiduo frequentatore.

En passant, fra gli autori legati al clima bolognese e – più in generale alla letteratura contemporanea – si citano i nomi di Mimmo Parisi e Paula Hawkins, attualmente alle prese con le loro ultime fatiche letterarie, rispettivamente il rovente Un fuoco che brucia dentro, in perfetto accordo con questa estate torrida, e Nemmeno il tempo di un abbraccio, seconda edizione per lo scrittore e cantautore bolognese. Come ogni anno saranno assegnate le targhe ricordo intitolate a Paolo Volponi, che andranno a Giorgio Diritti, Rolando Dondarini, Pino Cacucci, Gian Mario Anselmi, Marcello Fois, Virginia Argentero e Vincenzo Satta.

sabato 15 maggio 2021

Hard rock e suoi esponenti





Dunque e iniziando da ‘ieri’, è possibile affermare che il mondo dell’hard rock inizia a palesarsi con nomi imponenti come Deep PurpleLed ZeppelinBlack Sabbath e altre fenomenali band (…hard rock e non rock n’ roll come molti si ostinano a indicarlo tout court: questo è il genere di Presley, Little Richard, etc.).

Prosegue poi la sua potente corsa con gruppi come Van HalenEurope e via dicendo. Certo in alcuni casi è difficile intuire dove hard rock e metal diventano indistinguibili. Non è il momento, in questa sede, di interessarsi – va da se e visto l’argomento principe – delle varie derive e divagazioni (come Death Metal, Christian Metal, Power, etc.) nelle quali sfocia il rock ‘pesante’, come qualche critico magari non proprio portato per il trasporto delle merci lo ha definito.

Di sicuro esistono due caratteri che aiutano a capire l’hard e il metal. Attenzione non sono da intendere come due esami di laboratorio chimico; siamo pur sempre all’interno di una pista che porta dritto al territorio dell’umanesimo. E quindi dello scibile tra filosofia, storia concreta e stile critico. Comunque, per l’hard rock il segno distintivo sono la vitalità e la voglia di picchiare sugli strumenti per mostrare al mondo la propria energia; per il Metal, certo anche qui vi è molta energia e pesantezza stilistica legata magari alle chitarre doom, ma la cifra vera del Metal è la rabbia.

Superata l’impasse dell’introduzione, è ora possibile chiedersi cosa ne è di un genere così intrigante come l’hard rock. Pertanto abbiamo chiesto al romanziere, nonché musicista, Mimmo Parisi notizie al proposito.

Cosa ne pensi, come prosegue il cammino dell'hard?

Mi metti in una posizione critica. Diciamo che il mondo della musica è cambiato in maniera decisiva. 20 e più anni fa (perlomeno nella dimensione hard rock) era semplice ascoltare brani che diventavano in breve inni per studenti, operai – insomma per tutta quella parte della gente che riusciva a leggere il proprio disagio nei vocalizzi dei cantanti di quelle band – oggi le persone hanno costituito una miriade di gruppi d’ascolto e consumano la produzione artistica in maniera fast.

Okay, qualche nome degli attuali porta vessillo hard rock?

Sì, nomi ve ne sono. Il primo che mi viene in mente è quello dei Wolfmother. Il leader è Andrew Stockdale. Dopo il clamoroso e inatteso successo del loro tardivo debut omonimo (2005), sono rimasti sostanzialmente fedeli al prediletto armamentario settantesco appena limato dal senno del primo decennio del nuovo secolo. Hard rock revisionista in qualche modo sintonizzato sulle nuove leve stoner e neo-psichedeliche.

Bene, almeno un altro nome

Sì, okay. Ci arrivavo. Il secondo è quello dei Greta Van Fleet. Proprio quest’anno è uscito il loro nuovo album The Battle at Garden’s Gate. La nuova prova sulla lunga distanza della band dei fratelli Kiszka, che esce a quasi tre anni di distanza dal disco d’esordio della formazione dei giovani ragazzi del Michigan, Anthem of the Peaceful Army. Il nuovo lavoro mostra il loro debito verso i Led Zeppelin. Infatti, se sentite il riff di Built by Nations, quarta traccia di The Battle at Garden’s Gate, è quasi impossibile che la mente non corra a Whole Lotta Love.

Conclusione?

Insomma, ben vengano le nuove leve. Tuttavia e almeno per il momento rimangono insuperati nomi come Deep Purple o, in Italia gente come gli Sharks che pur snobbati da certa critica, rappresentano delle risposte autenticamente italiane all’hard rock internazionale. Poi, il fatto che un vero mercato legato al genere in terra italica non esista, è un’altra questione.